Mobilità sostenibile


In bicicletta

Quali le vie da utilizzare nel centro abitato per una maggiore sicurezza stradale.
Parte 1

Andare per il paese in bici è un piacere, sia per la facilità di percorrenza del nostro territorio pianeggiante, sia per la duttilità propria di quel mezzo di locomozione che permette di sbrigare i vari servizi in pochi minuti. Così fare la spesa, pagare una bolletta, fare una visita, sono faccende che attraverso la bici possono essere svolte in poco tempo. Niente problemi di parcheggio, non più lunghe code per intasamenti di auto. Non sporchiamo l’aria con emissioni dannosissime alla salute come quelle dei fumi di autoveicoli, moto e motorini. Perché i sanvitesi riprendano una vecchia abitudine, rompano il ghiaccio con questo veicolo, sicurissimo quando si scelgono strade con poco traffico, sarebbe di grande aiuto che le persone più rappresentative del comune cominciassero per prime ad usare la bici. Non è un’idea nuova essendo stata utilizzata in tanti comuni del centro-nord dove sindaci ed assessori la mattina arrivano in municipio in bici, al di là se di destra, di sinistra, verdi o arancioni. Questo serve per far passare il concetto che la bici oggi è il veicolo anche di chi è emancipato, civile e, non ultimo, benestante. Da parte nostra ci sforzeremo di individuare le strade cittadine, alternative a quelle più caotiche, utilissime per raggiungere qualsiasi parte della cittadina in tutta tranquillità. La seguente è una proposta semplice che può arricchirsi di ulteriori contributi da parte di persone che usano costantemente la bicicletta nel centro urbano. Se tale proposta sarà ben accolta anche dagli organi di governo della nostra cittadina, sarebbe opportuno che le vie adatte alle biciclette fossero segnalate con indicazioni appropriate, utili ai sanvitesi ma anche a chi, e sono sempre di più negli ultimi tempi, si sposta in bici fra i paesi limitrofi percorrendo le vie interne. Attività piacevolissima del tempo libero questa, molto salutare che già alcuni di noi soci svolgono, e che permette il collegamento in rete ciclabile dei paesi confinanti (San Michele, Carovigno, Mesagne, Latiano), raggiungibili quasi sempre con non più di mezz’ora di percorrenza attraverso bellissime stradine di campagna. Ciò senza dimenticare i cicloturisti che percorrono la “via Adriatica”, l'itinerario n°6 di Bicitalia , che passa per Brindisi e da quella forte calamita di turismo nazionale che è il Parco di Torre Guaceto. Tale itinerario potrebbe vedere in San Vito una tappa interessante, infatti, trovare al proprio arrivo una cittadina che fornisce la segnaletica per essere visitata in bicicletta in tutta tranquillità assicuriamo, per esperienze personali in altri luoghi, che è particolarmente attrattivo.

Sempre di più il turismo sta diventando cicloturismo. Basti pensare ai paesi della Toscana e dell’Umbria dove, nonostante un territorio difficilissimo da percorrere per i tanti dislivelli, stuoli di arzilli vecchietti nord-europei arrivano continuamente in pullman con bicicletta al seguito, che inforcano immancabilmente di prima mattina con notevole coraggio considerate le salite da affrontare. Anche le attività di accoglienza si riorganizzano in questo senso, perché il ciclista se vede qualcosa di interessante per strada, un negozietto, un punto di ristoro o quant’altro molto più facilmente si ferma incuriosito, lì dove invece l’automobilista passa dritto senza neanche farci caso. Tutto un tessuto di strade comunali di collegamento che i mezzi veloci hanno reso sterili negli anni con l’uso della bicicletta risorgono, specie in zone attrattive. Ed il nostro territorio non è secondo a nessuno per attrattività, considerata la facilissima percorribilità di un paesaggio rurale che lì dove è stato conservato è di sicuro fascino.

Mobilità sostenibile

Per quanto riguarda l'individuazione e la scelta delle vie di San Vito da privilegiare con la bicicletta, perchè con meno traffico autoveicolare, abbiamo suddiviso il centro abitato in diverse zone, utilizzando come punto di riferimento per ogni zona principalmente una chiesa: zona Chiesa Madre - Corso Leo - Piazza Carducci (accorpate perché di fatto rappresentano un unico asse ciclabile), zona Chiesa di San Francesco, zona Chiesa di Santa Rita, zona Cumentu, zona Chiesa di San Domenico, zona Chiesa di San Michele, zona Campo sportivo, zona 167. Queste zone ricomprendono un po’ tutta l’area cittadina.

Per quanto riguarda le direttrici di uscita dal paese (via Carovigno, via Oberdan-Specchiolla, via Brindisi, via Mesagne, via Latiano, via Francavilla, via Ceglie) le abbiamo assimilate alle precedenti zone limitrofe. Per esempio: via Carovigno e via Oberdan le consideriamo zona Chiesa S. Michele, via Brindisi la assimiliamo nella prima parte a zona Chiesa Madre, e nella seconda a zona Santa Rita, così come le vie di uscita Francavilla, S. Michele, Ceglie le consideriamo zona Cumentu, via Mesagne e via Latiano zona San Francesco. In questa prima parte tratteremo il collegamento fra zona Chiesa Madre (che come detto ricomprende l'asse ciclabile Corso-Municipio) con la zona Santa Rita.

Direzione Chiesa Madre - Santa Rita (tracciato di colore verde in cartina, 7: Chiesa Madre, 24: Chiesa S. Rita):
Strade da evitare: via San Donato, via Mesagne, via XXV Luglio.
Si consiglia di percorrere via Garibaldi che nella sua seconda metà è generalmente poco trafficata, si attraversa via San Donato e si prende via Mercede, la strada che costeggia a sinistra la chiesa di S. Francesco. Questa strada la si percorre fino al tratto che diventa via VIII Settembre (dopo l'attraversamento di via Mesagne). Da questo punto in poi tutte le strade a sinistra permettono di raggiungere via XXV Luglio a varie altezze; via Vito Azzariti è la strada che ci conduce più in vicinanza della chiesa di S. Rita.

Direzione Santa Rita - Chiesa Madre (tracciato di colore azzurro in cartina):
Per tornare conviene a nostro parere percorrere via Rossini, la strada che costeggia la Chiesa di Santa Rita, prendere via Paisiello a destra e percorrerla fino all'incrocio, attraversare, imboccare via D'Azeglio per uscire alle spalle della Chiesa Madre.
Sconsigliato il percorso da via Mercede e via Dentice, quest'ultima molto trafficata e stretta.

Saranno graditi eventuali suggerimenti alternativi a quelli indicati.