Mobilità sostenibile


In bicicletta

Quali le vie da utilizzare nel centro abitato per una maggiore sicurezza stradale.
Parte 4

Nello scorso numero ci eravamo proposti di trattare gli interventi per aumentare il grado di sicurezza della mobilità ciclistica, ma gli eventi degli ultimi mesi in merito alla norma introdotta in via legislativa con il pacchetto “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” approvato il 2 luglio dal Parlamento, che prevede la possibilità di decurtare i punti della patente di guida anche nel caso di infrazioni commesse in bicicletta, ci impone di chiarire la nostra posizione in merito. Per queste nostre considerazione traiamo spunto dai comunicati stampa della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) alla quale la nostra Associazione è affiliata e dal dibattito pubblico intorno alla questione.
Per sgomberare il campo da ogni dubbio, per prima cosa diciamo che non ci interessa qui promuovere la difesa di quei ciclisti indisciplinati che violano il Codice della strada e per i quali le sanzioni erano comunque previste anche prima delle modifiche su richiamate, ma non siamo d'accordo sulle sanzioni accessorie: la sottrazione dei punti della patente, per chi c'è l'ha è illegittima.
La norma, che non risulta avere uguali in Europa, non è rispettosa del principio di eguaglianza, di cui all'art. 3 della Costituzione che impone un uguale trattamento dei cittadini; infatti per una stessa violazione due ciclisti che commettono la stessa infrazione vengono trattati diversamente solamente perchè uno la patente di guida c'è l'ha e l'altro no! Sottrarre punti alla patente auto per violazioni del Codice della strada commesse alla guida di veicoli che non prevedono una specifica abilitazione alla guida (le bici, appunto) appare comunque contraddittorio e immotivato.
Non vi sono dubbi che in Italia esiste il problema della insicurezza sulle strade, anche urbane, le statistiche parlano chiaro, il problema, serio e grave non è di oggi, ma non ci risulta che esso sia causato dai ciclisti i quali semmai, insieme ai pedoni, sono tra le vittime più numerose.
Ebbene anche stavolta la storia italica insegna che di fronte ad un problema generale di sicurezza stradale con circa 6 mila morti l'anno si trova il capro espiatorio nel soggetto più debole: il ciclista. Rimane il povero pedone che sulla stessa scorta di principi gli si potrebbero togliere i punti (se ha la patente) anche a lui: quando attraversa l'incrocio con il rosso lo si multa (giustamente) e si dà la sanzione accessoria.
Noi diciamo che i problemi della sicurezza stradale nelle nostre città non sono certo le biciclette. La scelta politica è stata anche stavolta quella di agire con la sanzione, curando gli aspetti repressivi e non considerando la prevenzione, l'educazione stradale e tutti quegli aspetti culturali, di conoscenza e di comportamento che mirano al rispetto delle norme del Codice della strada.
Nel nostro Paese manca da sempre una politica di attenzione nei confronti della mobilità ciclistica e i pochi impegni assunti dal nostro Governo (ad esempio quello, risalente al novembre 2007, di istituire un Servizio Nazionale per la Mobilità Ciclistica) spesso restano sulla carta. Attendiamo quindi dal Parlamento italiano provvedimenti per “promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto urbano a emissione zero” e non provvedimenti che vanno nel senso opposto: “sfavorire l'uso della bicicletta”.
In questo numero trattiamo del collegamento ciclabile fra zona Cumentu - zona Chiesa San Domenico e zona Cumentu – zona Chiesa Madre (Piazza Carducci, Corso Leo). Il percorso scelto è molto agevole in quanto attraversando li stratoddi, evitiamo di percorrere le diverse vie congestionate dal traffico che raggiungono il centro cittadino. Nel percorso inoltre sfruttiamo in maniera intelligente (scendendo dalla sella della bici) l'ampio marciapiede di via San Domenico tra angolo via Edison – largo S. Antonio, per capirci laddove era ubicata in passato la fontana pubblica.
L'utilizzo del marciapiede per il transito delle bici può essere una soluzione utile, come nel nostro caso, quando non vi siano alternative valide per raggiungere determinate direttrici. Il Codice della Strada infatti consente il transito delle biciclette sui marciapiedi. Nella fattispecie il Comune deve emettere preventivamente, in relazione a quel specifico marciapiede, un'ordinanza e in seguito installare la segnaletica relativa (Codice della strada Art.39 e dal Regolamento del CdS all'art. 122, 9c, come definitivamente chiarito dal Decreto ministeriale 30 novembre 1999, n. 557, Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili, in G.U. n. 225, 26 settembre 2000, Serie Generale).


Per una pedalata più sicura

Direzione zona Cumentu – zona Chiesa San Domenico (tracciato di colore verde in cartina)

Con alle spalle "lu Cumentu", proseguiamo per Largo S. Antonio, svoltiamo a sinistra sulle poste fino a raggiungere il marciapiede destro di via San Domenico. Scendiamo dalla bicicletta e percorriamo a piedi i pochi metri di marciapiede che ci separano da via Edison ingresso per “li Stratoddi”. Risaliamo in sella e percorriamo tutta via Edison e svoltiamo a sinistra in via Galasso fino all'incrocio con via Regina Margherita; attraversiamo di fronte in via Gioberti, percorrendola fino ad incrociare via Vittorio Emanuele III. Svoltiamo a sinistra. All'incrocio svoltiamo a destra su via S. Domenico e percorriamola fino alla Chiesa.

Mobilità sostenibile


Direzione zona Cumentu - zona Chiesa Madre
(tracciato di colore azzurro in cartina)
Il percorso da effettuare nel primo tratto è lo stesso della direzione zona Cumentu – zona Chiesa S. Domenico. Imboccata via Edison, bisogna proseguire dritto su via Ortensio Leo per sboccare in piazza Carducci (se ci è permesso dalle automobile spesso lì parcheggiate!) lateralmente al Municipio. Attraversiamo, facendo attenzione ai pedoni, tutto il corso fino a raggiungere la Chiesa Madre.

Mobilità sostenibile

Saranno graditi eventuali suggerimenti alternativi a quelli indicati.