Mobilità sostenibile


In bicicletta

Quali le vie da utilizzare nel centro abitato per una maggiore sicurezza stradale.
Parte 5

Gli interventi per aumentare il grado di sicurezza della mobilità ciclistica rientrano nel più ampio sistema della sicurezza stradale e del trasporto complessivo. Quando ci muoviamo con la bicicletta interagiamo con il resto del traffico urbano. Per migliorare la sicurezza dei ciclisti, bisogna intervenire sulle infrastrutture stradali, sui veicoli e sugli utenti della strada. In teoria, se gli interventi di miglioramento del sistema permettessero di ottenere il veicolo perfetto, l’infrastruttura stradale perfetta e l’utente perfetto, gli incidenti sarebbero annullati. Dato che ciò è utopistico, occorre agire congiuntamente su tutti e tre gli elementi per ottenere un miglioramento del sistema. Gli interventi sulle infrastrutture stradali, sicuramente sono i primi in ordine di importanza. Quando si parla di infrastrutture stradali si pensa subito alla realizzazione delle piste ciclabili. In realtà la separazione dei flussi tra biciclette e resto del traffico deve rimanere uno strumento estremo, limitato ai soli casi in cui altri interventi compresa la moderazione del traffico non risultino efficaci e/o possibili (es. arterie di scorrimento veloce).
Gli interventi normalmente riguardano: la ristrutturazione o il ridisegno delle sedi stradali (es. rotatorie, parcheggi a spina); la manutenzione del manto stradale con il livellamento dei tombini e delle griglie; la segnaletica sia orizzontale e verticale che deve essere chiara e non contraddittoria; la manutenzione, pulizia o sostituzione della segnaletica.
Quanto elencato è basilare, ma è la moderazione del traffico urbano (traffic calming per gli inglesi) il fattore chiave. La normativa prevede l'istituzione in ambito urbano delle zone 30, dove gli autoveicoli che ne percorrono le strade al loro interno non possono superare i 30 km orari di velocità. Le esperienze già consolidate in altri paesi europei evidenziano tra i numerosi benefici la diminuzione del 20% degli incidenti stradali, una riduzione dell'inquinamento acustico paragonabile a quello che si ottiene con il dimezzamento del traffico e dell'inquinamento dell'aria.
Il fine delle zone 30, però, è più ampio, perché esso mira anche a rispondere ad una domanda di maggiore multifunzionalità della strada urbana, la quale, con la grande diffusione della motorizzazione privata, ha finito per essere quasi esclusivamente lo spazio dedicato alle automobili. Vi è dunque un problema di riequilibrio, all’interno del settore della mobilità, tra spazio dedicato al traffico motorizzato e spazio dedicato alla mobilità pedonale e ciclabile. Ma la strada, sebbene rimanga dominio delle funzioni di mobilità, deve rispondere, specie all’interno dello spazio residenziale, anche ad altre funzioni, quali quelle tipiche del commercio, dell’interazione sociale e dell’incontro. Il miglioramento della qualità ambientale dello spazio pubblico di strade e piazze: un’azione sistematica di messa in sicurezza e di riequilibrio multifunzionale della viabilità urbana richiede un sensibile ripensamento del disegno dello spazio pubblico, che va colto come opportunità di miglioramento qualitativo del paesaggio urbano.
Per concludere, moderazione del traffico, pedonalizzazione (nei centri storici soprattutto con eccezione per le bici), parcheggi e delimitazione della sosta con criteri sempre più restrittivi quando ci si avvicina al centro (tariffazione), significano vivibilità complessiva del paese, alla gente torna la voglia di passeggiare, i quartieri rinascono, rifioriscono le attività commerciali. In questo numero trattiamo del collegamento ciclabile da zona Chiesa Santa Rita, a zona Chiesa San Michele e zona Chiesa San Domenico. Il percorso si caratterizza per evitare il transito con le biciclette su due strade ormai impossibili da percorrere, soprattutto in alcune ore del giorno: via Brindisi e via Annunziata. Sfrutta la percorrenza della viabilità parallela a queste due vie, molto meno trafficata, con l'unico neo di un breve contromano da percorrere scendendo dalla bicicletta lungo il tratto di via Oberdan. Il contromano in bici in altri paesi europei è contemplato dal codice della strada, in Italia è vietato. A Reggio Emilia, Piacenza, Forlì, Bolzano ad esempio si autorizza la circolazione nei due sensi di marcia su strade a senso unico anche se non in forma metodica ma in situazioni particolari. Ciò è potuto avvenire partendo dal principio, secondo il quale realizzare qualcosa che non è esplicitamente contemplato dal Codice della strada equivale al fatto che non è vietato, quindi è possibile! Una delle soluzioni proposte dai tecnici esperti della Fiab è quella di sostituire la segnaletica di divieto di accesso e di senso unico con la segnaletica di doppio senso di marcia e con pannello integrativo della bicicletta. Quindi, invece del divieto di accesso o del senso unico, doppio senso di circolazione riservato alle sole biciclette.


Per una pedalata più sicura

Direzione da zona Chiesa Santa Rita a zona Chiesa San Michele – zona Chiesa San Domenico

Con alle spalle la Chiesa, attraversiamo di fronte in via Ofanto; la percorriamo e svoltiamo a sinistra su via Adige, quindi subito a destra in via Tevere. Attraversiamo con attenzione via Brindisi e imbocchiamo di fronte via Foscolo che percorriamo fino all'incrocio con via Mare. Svoltiamo a sinistra ne percorriamo un tratto di poche decine di metri e svoltiamo a destra su via Goldoni. Imboccata via Goldoni svoltiamo nella seconda traversa a sinistra: via Mameli. All'incrocio a destra ci immettiamo su via Volta. Subito dopo due incroci, a sinistra prendiamo via Caduti di Cefalonia, poi svoltiamo a sinistra su via Verga che percorriamo fino all'incrocio con via Oberdan. Scendiamo dalla bicicletta per affrontare pochi metri in contromano a sinistra fino a raggiungere il distributore Agip di via Carovigno, rimontiamo e con attenzione attraversiamo su via Carovigno e poi dopo un decina di metri svoltiamo a destra su via Tenente Filomeno. Percorriamo questa via, al primo incrocio a destra la Chiesa di San Michele. Continuiamo a percorrerla fino a raggiungerne la fine con l'incrocio su via Mazzini. Svoltiamo a sinistra su questa strada, quindi proseguiamo fino a trovare sulla nostra destra la Chiesa di San Domenico.

Mobilità sostenibile

Saranno graditi eventuali suggerimenti alternativi a quelli indicati.